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Fra le tante belle leggende dell'alta valle di Gressoney ve ne racconterò una che ha la sua sede nel ghiacciaio del Lys, di cui da parecchi anni controllo le oscillazioni. La tradizione popolare vuole che nei tempi passati allorché i ghiacciai del Monte Rosa erano meno estesi, nel fondo valle di Gressoney sorgesse una grande città: Félik.
Presso la Ranzola viveva un uomo detto “Der Ronker” che d'estate saliva all'alpe Skerpie con le bestie e la figlie. Il soggiorno era però turbato dalla presenza di un enorme lupo che ululava selvaggiamente spaventando le mucche, der Ronker aveva più volte tentato di abbatterlo con il moschetto e il suo cane dava spesso battaglia, ma il lupo sembrava invincibile.
Un tempo all'Alpe Campo, proprio nella baita più alta, viveva un vecchio pastore di nome Michele, era molto buono e tutti gli alpigiani gli volevano bene, gli offrivano aiuto in ogni lavoro, ma lui riusciva ancora a lavorare da solo, senza essere superbo era fiero della sua indipendenza.
In tempi molto lontani al posto del ghiacciaio sorgeva una splendida città chiamata Félik. Félik era una città meravigliosa e molto ricca, aveva attorno buona terra fertile, grassa e pianeggiante, i boschi erano popolati di selvaggina, le donne vestivano caldi panni rossi e i bambini crescevano vispi e grassi; si dice che a Félik le strade fossero lastricate di formaggio e i tetti delle case coperti d'oro.
Registrazione audio dal laboratorio teatrale a Gressoney. Lettura in tisch dell'incipit alla leggenda 'Felik, la Valle perduta'
Testo italiano: 'Una mattina arrivò lassù un viandante, era stanco e affamato per il viaggio, i suoi vestiti erano laceri e non lo riparavano dal vento freddo del ghiacciaio.'
Un tempo a Otro viveva l'Uomo selvatico (das Wilte manddje), stava in die Saccu, vicino a Gender, dove scorre il torrente. Rimaneva là tutto l'anno.
Testimonianza orale di Maria De Tomasi raccolta da Maria Clara Cucchi sulla leggenda de 'L'Uomo Selvatico'
Un tempo a Otro viveva l'Uomo selvatico, stava in die Saccu, vicino a Gender, dove scorre il torrente...
Un venerdì di primavera giunse a Macugnaga un carrettiere che vendeva anche attrezzi di cucina, legato il carretto si presentò alla locanda dove ordinò a gran voce un pollo arrosto e una brocca di vino, sordo alle proteste dell'oste che cercava di convincerlo a mangiare di magro, rispettando così il precetto; anzi per superbia staccò il crocifisso dal muro e posandolo sotto al tavolo gli gettava le ossa.
Nel territorio di Calasca, tra i due ponti e la cascata della Val Bianca, si vedono ancora oggi le rovine di una casa che un tempo era luogo di sosta per chi partiva e rientrava in valle.
A Guillemore inizia l'alta valle del Lys che qui fa un salto di 300 metri, qui è il confine tra il mondo latino e il mondo germanico. Nei pressi dell'orrido sorge un’antica pieve dove, durante la baronia dei Vallaise, gli impiccati venivano prima uccisi appesi a colonne e poi sepolti.
