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A monte di Staffal, sulla riva sinistra del Lys si trovano tuttora due antichi stadel chiamati Grun, in uno di questi viveva un tempo un povero pastore, vedovo con sette figlioletti. Durante un inverno molto rigido nevicò per due giorni e due notti e il pover'uomo era assai preoccupato sapendo di non poter contare sull'aiuto di nessuno e temendo la fame per sé e per i figlioli.
Nel '500 e nel '600 il vallone di S. Grato era abitato tutto l'anno; lo chalet di Flokji e quelli accanto erano occupati da famiglie con le loro mandrie, c'erano mulini, fontane, forni e uno spaccio di sale. A quel tempo il colle del Dondeuil era molto frequentato dai montanari che si recavano a Verres e a Chatillon.
Un tempo, quando il diluvio universale era ancora nei discorsi dei vecchi, la cascata della Frua non esisteva e il fiume scendeva libero e senza strapiombi.
Un tempo all'Alpe Campo, proprio nella baita più alta, viveva un vecchio pastore di nome Michele, era molto buono e tutti gli alpigiani gli volevano bene, gli offrivano aiuto in ogni lavoro, ma lui riusciva ancora a lavorare da solo, senza essere superbo era fiero della sua indipendenza.
I nani avevano insegnato alla gente di Macugnaga come ottenere dal latte panna, burro e formaggi, ma non vollero mai insegnare come utilizzare il siero di scarto che così veniva per tradizione dato ai poveri del paese che ne traevano un minimo nutrimento.
