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Fra le tante belle leggende dell'alta valle di Gressoney ve ne racconterò una che ha la sua sede nel ghiacciaio del Lys, di cui da parecchi anni controllo le oscillazioni. La tradizione popolare vuole che nei tempi passati allorché i ghiacciai del Monte Rosa erano meno estesi, nel fondo valle di Gressoney sorgesse una grande città: Félik.
Un tempo le campane scandivano le ore e tutti gli avvenimenti del paese; c'erano suoni diversi per le morti, a seconda se fosse mancato un uomo, una donna, un, bambino, per i matrimoni, i battesimi, le sciagure.
All'inizio del paese, sulla sinistra della strada centrale e accanto alla Cappella Nuova c'era una grande croce di sasso, massiccia e alta più di due metri.
A monte di Staffal, sulla riva sinistra del Lys si trovano tuttora due antichi stadel chiamati Grun, in uno di questi viveva un tempo un povero pastore, vedovo con sette figlioletti. Durante un inverno molto rigido nevicò per due giorni e due notti e il pover'uomo era assai preoccupato sapendo di non poter contare sull'aiuto di nessuno e temendo la fame per sé e per i figlioli.
Lungo la strada verso il Col d'Olen, subito dopo il Gabiet si trova l'alpeggio di Lavetz, i cui freschi pascoli sono situati a 2400 metri di altezza. Un giorno d'autunno, proprio mentre i pastori si preparavano a tornare al paese, la famiglia Welf smarrì un cavallo, i proprietari decisero di scendere comunque al villaggio per ritornare l'indomani a cercarlo sennonché durante la notte cadde un enorme quantità di neve e Welf non poté risalire all'alpe: il cavallo venne dato per perso.
