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Mi chiamo Jean Joseph, mi chiamano Beck, avevo diciotto anni l'anno che a Parigi fecero la rivoluzione ma non ne sapevo nulla, mi piaceva divertirmi, andare a caccia e camminare, lavoravo per Jean Pierre Squindo che quell'autunno mi mandò a curare i suoi affari di là in Valsesia a Riva Valdobbia.
Lungo la strada verso il Col d'Olen, subito dopo il Gabiet si trova l'alpeggio di Lavetz, i cui freschi pascoli sono situati a 2400 metri di altezza. Un giorno d'autunno, proprio mentre i pastori si preparavano a tornare al paese, la famiglia Welf smarrì un cavallo, i proprietari decisero di scendere comunque al villaggio per ritornare l'indomani a cercarlo sennonché durante la notte cadde un enorme quantità di neve e Welf non poté risalire all'alpe: il cavallo venne dato per perso.
Il 5 agosto del 1804, come ogni anno, i paesani di Issime si recarono alla cappella della Madonna della Neve sull'altipiano di Muhnes. Arrivati all'altezza della cappella di S. Grato videro una donna che spargeva il fieno sul prato per farlo asciugare: riconosciutala uno dei pellegrini la chiamò: “Franzisch Maja! Vieni a messa a Muhes?” la donna rispose: “Non ho tempo, devo ritirare il fieno, la donnina della neve non mi aiuta mica!”
Seguendo la strada che porta all'Alpe Farinetti in Gender e piegando poi sulla sinistra verso il torrente Otro, si risale la montagna e si trova il sentiero delle miniere. Qui si apre un galleria...
A Stafulstet sopra alla cascata abitavano dei nanetti che passavano tutto l'inverno a scivolare con le slitte che gli alpigiani avevano usato a novembre per portare a valle il fieno e che poi erano rimaste fuori dalle case.
