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Un tempo le campane scandivano le ore e tutti gli avvenimenti del paese; c'erano suoni diversi per le morti, a seconda se fosse mancato un uomo, una donna, un, bambino, per i matrimoni, i battesimi, le sciagure.
All'inizio del paese, sulla sinistra della strada centrale e accanto alla Cappella Nuova c'era una grande croce di sasso, massiccia e alta più di due metri.
Il giovane Joku era fidanzato con Freina che era molto bella, ricca e capricciosa, amava molto i fiori e lui ne raccoglieva ogni giorno per donarglieli; una sera le portò un mazzolino variopinto dal quale spiccava una rosellina rossa. “Che meraviglia!” disse la bella “Come mai una soltanto?”.
Sulla strada tra Alagna e Riva Valdobbia, vicino alla cascina Farinetti c'è un fonte di acqua ottima e freschissima che getta in certi periodi e poi scompare misteriosamente ed è quindi considerata magica.
Un nanerottolo aveva preso il vizio di importunare una donna di Formazza: quando lei si metteva a filare la canapa accanto al fuoco in assenza del marito, lui si arrampicava sulle sue ginocchia e si faceva grattare il sedere.
Un gotwargini si era innamorato della più bella ragazza di Quarazza convincendola ad accompagnarsi a lui con complimenti e promesse di ricchezza.
Un tempo nelle caverne della piana di Macugnaga vivevano sette nanerottoli uno dei quali era divenuto amico di una pastorella finendo per innamorarsene.
Un tempo viveva ad Issime una giovane sposa il cui marito un giorno partì per una guerra lontana con i signori di Vallaise e non fece più ritorno.
Un giovanotto della Motta si era innamorato di una gotwargini e da quell'amore era nato un bambino che il padre non voleva riconoscere.
