News
Molti anni fa ci fu un inverno particolarmente lungo e gelido; il primo giorno di febbraio la neve non era ancora apparsa, ma ecco che tra il secondo e il terzo giorno ne cadde una quantità enorme, poi si alzò un vento caldo e cominciò a piovere.
Testimonianza orale di Nelli Micheletti raccolta da Maria Clara Cucchi sulla leggenda de 'La Processione dei Morti'
Alla mezzanotte del 2 novembre dal fondo dei burroni, dal greto dei torrenti, dalle tombe e dagli ossari i morti si alzano e si incamminano verso il Monte Rosa, Ogni scheletro accende il dito mignolo come ...
Un tempo viveva a Macugnaga una vecchina che era rimasta sola dopo la morte del marito e la partenza dei figli. Ogni giorno si recava al cimitero dove sistemava e abbelliva come poteva le tombe dei suoi cari parlando con loro come se li avesse ancora accanto.
Si dice che allo scoccare della mezzanotte tutti i morti giacenti nelle fosse, negli ossari, i cadaveri dei suicidi e degli assassinati dai greti dei torrenti e dai burroni si rialzino e si radunino, risalendo assieme la valle in processione, con il dito mignolo acceso in un fuoco, tenuto alto come una candela.
Accanto al ruscello che scende al Lys dal colle di Ranzola sorgono le rovine di un'antica casa distrutta da un'alluvione. Si racconta che quella casa fosse di proprietà di un uomo di nome Junker-Ronker che, rimasto orfano in giovane età e spinto dal desiderio di avventure, partì affidando la proprietà al fittavolo Chrechterle e si recò a combattere per il re di Spagna.
Un giovanotto di nome Giulio appassionato di caccia aveva risparmiato i soldi guadagnati per comperarsi uno schioppo, ma sua madre appena lo vide gridò: “Oh poveri noi il nostro Giulio è perduto!” ma il giovane non se ne diede pensiero e il giorno dopo partì per la caccia.
