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Fra le tante belle leggende dell'alta valle di Gressoney ve ne racconterò una che ha la sua sede nel ghiacciaio del Lys, di cui da parecchi anni controllo le oscillazioni. La tradizione popolare vuole che nei tempi passati allorché i ghiacciai del Monte Rosa erano meno estesi, nel fondo valle di Gressoney sorgesse una grande città: Félik.
Presso la Ranzola viveva un uomo detto “Der Ronker” che d'estate saliva all'alpe Skerpie con le bestie e la figlie. Il soggiorno era però turbato dalla presenza di un enorme lupo che ululava selvaggiamente spaventando le mucche, der Ronker aveva più volte tentato di abbatterlo con il moschetto e il suo cane dava spesso battaglia, ma il lupo sembrava invincibile.
Un giorno un giovane e coraggioso alpinista di Alagna sentì dire da alcuni compagni che la sera si potevaascoltare una dolce e misteriosa nenia provenire dal Corno di Strailing e incuriosito decise di salire verso la vetta per ascoltarla; attese per ore in silenzio quando ad un tratto, nell'aria già azzurra della sera si levò davvero una melodia.
Il giovane Joku era fidanzato con Freina che era molto bella, ricca e capricciosa, amava molto i fiori e lui ne raccoglieva ogni giorno per donarglieli; una sera le portò un mazzolino variopinto dal quale spiccava una rosellina rossa. “Che meraviglia!” disse la bella “Come mai una soltanto?”.
Il 5 agosto del 1804, come ogni anno, i paesani di Issime si recarono alla cappella della Madonna della Neve sull'altipiano di Muhnes. Arrivati all'altezza della cappella di S. Grato videro una donna che spargeva il fieno sul prato per farlo asciugare: riconosciutala uno dei pellegrini la chiamò: “Franzisch Maja! Vieni a messa a Muhes?” la donna rispose: “Non ho tempo, devo ritirare il fieno, la donnina della neve non mi aiuta mica!”
Un tempo, quando il diluvio universale era ancora nei discorsi dei vecchi, la cascata della Frua non esisteva e il fiume scendeva libero e senza strapiombi.
